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Blis come sponsor della ricerca di Osservatorio Internet Media. I risultati della ricerca sull'Out-Of-Home in Italia

Il DOOH traina l’Out-of-Home in Italia: nel 2025 il mercato tocca i 766 milioni di euro


If you are reading this in English, here’s a brief recap

In 2025, Italy’s Out-Of-Home market reached €766M (an 8% increase driven by Digital Out of Home) and DOOH grew 21% to €273M, accounting for 82% of the sector’s total growth. Programmatic DOOH also surged 27% to €15.2M, an evolution that transforms DOOH into a strategic, data-driven infrastructure for omnichannel communication.
Supported by Blis, the research from Osservatorio Internet Media highlights a shift toward AI-driven planning and advanced measurement. The market is expected to hit €838M (+9%) in 2026, fueled by the Milano Cortina Winter Olympics and technological innovation.


L’Out-of-Home (OOH) in Italia torna a crescere con decisione, chiudendo il 2025 con un valore di 766 milioni di euro e un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. Nonostante un contesto economico incerto, il mezzo accelera la propria trasformazione grazie alla spinta del digitale.

Il Digital-Out-Of-Home in Italia

Secondo i dati della nuova ricerca dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, di cui Blis è sostenitore per l’edizione 2025/2026, il Digital Out-of-Home (DOOH) è il vero motore del comparto: con una crescita del 21%, raggiunge i 273 milioni di euro e arriva a rappresentare il 36% del mercato complessivo. Da solo, il digitale genera l’82% della crescita totale del mezzo.

“Non stiamo assistendo solo a una crescita della raccolta digitale, ma a un cambiamento di paradigma. […] Per gli advertiser significa passare da una logica di presidio dello spazio a una logica di attivazione dell’audience: il valore non è più solo nella visibilità, ma nella capacità di intercettare il consumatore nel momento e nel contesto più rilevante, integrando dati, creatività e pianificazione. È questo passaggio che trasforma il DOOH da canale di comunicazione a leva strategica all’interno delle architetture omnicanale.” 
Claudio Conti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano

L’ascesa del Programmatic DOOH

All’interno dell’ecosistema digitale, il Programmatic DOOH mostra segnali di forte dinamismo: nel 2025, ha raggiunto i 15,2 milioni di euro (+27%), arrivando a rappresentare circa il 6% del mercato DOOH. La sua evoluzione è favorita dalla maggiore disponibilità di inventory digitale, dalla crescita delle piattaforme tecnologiche e da una maturità sempre più diffusa della filiera.

Il DOOH, pertanto, si integra sempre più con la Video Strategy, grazie a formati e logiche creative che richiamano sia la televisione sia il video online, e si inserisce in strategie di Sequential Storytelling, accompagnando il consumatore nei diversi momenti della giornata. Allo stesso tempo cresce la convergenza con il Retail Media, soprattutto in ambienti in-store, dove dati di vendita, prossimità e schermi digitali permettono attivazioni più mirate e contestuali. 

Tuttavia, tra le sfide che pongono un freno allo sviluppo del pDOOH in Italia, permane la percezione che si tratti ancora di una sperimentazione periferica e non come parte strutturale delle strategie, e pesano ancora la frammentazione dei processi interni, la separazione tra team offline, digital e programmatic e una limitata alfabetizzazione sulle potenzialità del mezzo.

“La vera sfida non è più dimostrare l’efficacia del DOOH preso da solo, ma il valore che genera all’interno della strategia cross-mediale. Oggi il mercato si sta concentrando su una logica di accountability sempre più stringente: gli advertiser chiedono strumenti in grado di collegare l’esposizione a risultati concreti, superando metriche puramente descrittive. […] Per sostenere questa evoluzione servono standard condivisi, maggiore interoperabilità tra i sistemi di misurazione e una collaborazione più stretta tra tutti gli attori della filiera. È un passaggio necessario per portare il mezzo da una logica di valutazione isolata a una piena integrazione nei processi decisionali delle aziende.” 
Nicola Spiller, Direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano

Nuove frontiere: misurazione, AI e omnicanalità

Il passaggio da una logica di “presidio dello spazio” a una di “attivazione dell’audience” è il cuore del nuovo paradigma. Il DOOH non è più un mezzo isolato, ma un’infrastruttura intelligente capace di integrarsi con le Video Strategy e il Retail Media. Le principali innovazioni che guideranno il settore nel 2026 includono:

  • Effetto Grandi Eventi: Le stime per il 2026 sono ancora più ottimistiche, con una previsione di mercato a 838 milioni di euro (+9%), spinta anche dalla visibilità offerta dai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina.
  • Misurazione avanzata: Il superamento delle metriche di puro transito a favore di dati su attenzione, visibilità reale e dwell time. In Italia, l’estensione dei dati AudiOutdoor a tutti i capoluoghi di provincia da gennaio 2026 rappresenta un passo fondamentale verso standard di accountability tipici del digitale.
  • Intelligenza Artificiale: L’AI, combinata con Big Data e sensoristica, permette già oggi di analizzare flussi pedonali e adattare i contenuti creativi in tempo reale al contesto ambientale.

L’edizione 2025/2026 dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano è realizzata con il supporto di Blis, tra gli altri partner.

Domande o curiosità sulla gestione del programmatic DOOH con Blis? Scrivi a ITmarketing@blis.com.

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